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NEWS ROOM Public o Private AI? Per le aziende è tempo di decidere

Public o Private AI? Per le aziende è tempo di decidere

L’intelligenza artificiale è entrata nei processi aziendali, spesso prima ancora che le aziende avessero definito una strategia per gestirla. Oggi la domanda non è più se usarla, ma come farlo in modo sicuro e controllato, senza disperdere quello che ogni azienda ha di più prezioso: i propri dati.

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Anche in ambito aziendale, oggi tutti usano l’AI: amministrazione, uffici tecnici, customer care, sviluppatori, team marketing, direzioni aziendali e reparti IT. Spesso però, lo fanno attraverso strumenti pubblici, account personali o piattaforme cloud esterne. E quasi sempre senza una policy chiara su quali dati possono essere condivisi, e con chi.

Fonte: McKinsey State of AI, 2025

È uno scenario in rapida evoluzione, che pone alle aziende una domanda sempre più concreta: sappiamo davvero dove vanno i nostri dati quando usiamo questi strumenti? È qui che capire la differenza tra Public AI e Private AI diventa indispensabile per integrare l'intelligenza artificiale in azienda in modo sicuro e responsabile.

Public AI: potente, accessibile, ma non pensata per i dati aziendali

Strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude sono entrati nelle abitudini di lavoro quotidiane con una velocità che nessuna tecnologia precedente aveva avuto. Sono accessibili, intuitivi e spesso gratuiti – e questo li ha resi il punto di ingresso naturale per chiunque volesse iniziare a usare l'intelligenza artificiale.

Il punto è che questi strumenti di public AI non sono stati progettati per gestire dati aziendali. Operano su infrastrutture cloud esterne, gestite da aziende terze, con policy di utilizzo che cambiano nel tempo e che raramente vengono lette con attenzione. Quando un dipendente incolla in una chat AI il testo di un contratto, una lista di clienti o il codice sorgente di un'applicazione, quei dati escono dal perimetro aziendale. Dove vanno, per quanto tempo vengono conservati, se vengono usati per addestrare i modelli successivi: sono domande legittime, ma le risposte non sono sempre immediate né verificabili.

Per le aziende che operano in settori regolamentati, o che gestiscono informazioni sensibili, usare piattaforme di Public AI senza una policy chiara espone a rischi concreti, non solo in termini di sicurezza, ma anche di conformità al GDPR, all'AI Act e a normative che stanno ancora evolvendo.

Private AI: il controllo resta all'interno dell'azienda

La Private AI risponde a una logica diversa. Invece di affidarsi a infrastrutture esterne, i modelli di intelligenza artificiale vengono eseguiti all'interno dell'ambiente IT aziendale – on-premise o in cloud privato – su hardware dedicato e con regole di accesso definite dall'organizzazione stessa.

In pratica, tutto quello che entra nel sistema rimane dentro l'azienda. I prompt, i documenti caricati, le elaborazioni, le risposte generate: nulla esce dal perimetro aziendale. Non ci sono terze parti che conservano i dati, non ci sono policy esterne da interpretare, non ci sono aggiornamenti dei termini di servizio da monitorare.

Ma il valore della Private AI non si esaurisce nella protezione. C'è un aspetto che spesso viene sottovalutato: la possibilità di far lavorare l'AI direttamente sul patrimonio informativo dell'azienda senza doverlo condividere con nessuno. Il risultato è un sistema che conosce il contesto specifico dell'organizzazione e produce output realmente utili per chi lavora al suo interno.

 

La Public AI è uno strumento valido per sperimentare, testare concept e accelerare l'apprendimento. Ma quando l'intelligenza artificiale entra nei processi aziendali e inizia a elaborare dati reali, il perimetro di controllo diventa una priorità, non un'opzione.

Dati di valore: il vero criterio per scegliere la Private AI

 

Spesso si tende ad associare la Private AI alle grandi organizzazioni con infrastrutture complesse e team IT e budget dedicati. In realtà, il tema riguarda qualsiasi realtà che utilizzi l'intelligenza artificiale per elaborare informazioni rilevanti per il proprio business, indipendentemente dalla dimensione.

Una PMI manifatturiera che analizza dati di produzione, uno studio professionale che interroga i propri archivi, un'azienda della distribuzione che automatizza processi interni, una software house che lavora su codice proprietario: contesti diversi, ma con una stessa esigenza di fondo. Tutte queste realtà gestiscono informazioni che hanno valore e che devono essere tenute sempre sotto controllo. Ciò che le accomuna non è la dimensione dell'azienda, ma la consapevolezza di quali dati vengono elaborati e quale livello di controllo è necessario per gestirli in modo responsabile.

Tecnologia e governance: i due pilastri della Private AI

 

Scegliere la Private AI significa affrontare due questioni distinte, che però vanno costruite insieme: quella tecnologica e quella organizzativa.

Sul piano tecnologico, una soluzione on-premise richiede un hardware progettato per reggere carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale, che sono molto più esigenti rispetto a quelli delle applicazioni tradizionali. È qui che entra in gioco Dell Private AI, la soluzione che copre l'intera catena: server PowerEdge per l'elaborazione ad alte prestazioni, storage PowerScale per la gestione di dataset di grandi dimensioni con scalabilità lineare e throughput superiore, e soluzioni di networking ad alta capacità per connettere tutto in modo efficiente. Dell Technologies fornisce un'infrastruttura pensata specificamente per questi scenari, dimensionabile nel tempo in base alla crescita dell'organizzazione.

Sul piano organizzativo, la Private AI richiede una governance chiara: chi può accedere ai modelli, quali dati possono essere utilizzati come input, come vengono tracciate le elaborazioni e chi è responsabile della compliance. Questi aspetti non riguardano solo il reparto IT, ma anche le direzioni aziendali, i DPO e i responsabili delle singole funzioni.

Quantico e Dell Technologies: partner IT per implementare un’infrastruttura Private AI


Quantico, Gold Partner Dell Technologies, lavora al fianco delle aziende in ogni fase di questo percorso. Si parte da un assessment iniziale per capire il punto di partenza e da lì si costruisce un ambiente AI on-premise dimensionato sulle reali esigenze dell'organizzazione, con un'infrastruttura pensata per crescere nel tempo.

Il risultato non è una soluzione standard calata dall'alto, ma un progetto costruito insieme, con il supporto tecnico e consulenziale continuativo di chi conosce sia le tecnologie Dell Private AI che le specificità del contesto aziendale italiano.