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NEWS ROOM Sì, l'antivirus difende ancora le PMI dalle minacce globali

Sì, l'antivirus difende ancora le PMI dalle minacce globali

Negli ultimi anni le infrastrutture IT delle PMI sono diventate più distribuite, interconnesse e complesse. In questo scenario l’antivirus resta fondamentale, ma nella sua versione evoluta, che integra strumenti EDR e di monitoraggio continuo.

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Per molti anni la sicurezza informatica nelle aziende è stata percepita come un tema prevalentemente tecnico e, in un certo senso, circoscritto. Nelle PMI italiane significava soprattutto proteggere i computer aziendali da virus, malware e software dannosi attraverso strumenti antivirus tradizionali, aggiornamenti periodici e procedure di backup. In un contesto digitale molto più semplice rispetto a quello attuale, spesso poteva rivelarsi sufficiente.

Le infrastrutture IT erano meno esposte, il lavoro si svolgeva prevalentemente all’interno degli uffici e il perimetro aziendale era più facile da controllare. Anche gli attacchi informatici avevano caratteristiche diverse e un impatto più controllabile.

Nel giro di pochi anni anche le PMI hanno iniziato a utilizzare in modo massiccio piattaforme cloud, Microsoft 365, accessi remoti, dispositivi mobili e ambienti condivisi con clienti, fornitori e partner. I dati hanno iniziato a muoversi tra endpoint, applicazioni e infrastrutture distribuite, rendendo molto più complesso il concetto stesso di “confine” aziendale.

Inevitabilmente, insieme alle aziende si sono evoluti anche gli attacchi hacker. Secondo il Rapporto Clusit 2025, l’Italia continua a essere tra i Paesi più colpiti dagli attacchi cyber a livello globale, arrivando a concentrare circa il 10% degli incidenti mondiali registrati nell’ultimo anno.

Fonti: Rapporto Clusit 2025; IBM Cost of a Data Breach 2024

 

È un dato particolarmente significativo se rapportato al peso economico e demografico del Paese. Ed evidenzia soprattutto un aspetto: oggi la cybersicurezza non riguarda più soltanto grandi organizzazioni internazionali, banche o infrastrutture critiche. Coinvolge anche le PMI, che nel frattempo sono diventate parte integrante di ecosistemi digitali sempre più interconnessi.

 

Le PMI dentro ecosistemi digitali sempre più esposti

Una piccola o media impresa può oggi rappresentare il punto vulnerabile di una supply chain internazionale, un accesso laterale verso clienti e fornitori oppure un obiettivo esposto attraverso credenziali compromesse, ambienti cloud o piattaforme collaborative. È anche per questo che negli ultimi anni gli attacchi hanno progressivamente smesso di assomigliare ai “virus” tradizionali.

Molte minacce moderne non cercano semplicemente di entrare nei sistemi: cercano soprattutto di restarvi il più a lungo possibile senza essere rilevate. Utilizzano identità digitali compromesse, movimenti laterali tra endpoint e cloud e attività che all’apparenza sembrano perfettamente legittime. In molti casi le aziende si accorgono dell’attacco solo giorni – o settimane – dopo l’intrusione iniziale.

La cybersicurezza si è quindi progressivamente spostata dalla sola logica della protezione preventiva a quella della Detection & Response: la capacità di monitorare continuamente l’infrastruttura, individuare comportamenti anomali, correlare eventi sospetti e intervenire rapidamente prima che un incidente produca conseguenze operative o reputazionali rilevanti.

Dall’antivirus tradizionale alla cybersecurity di livello enterprise, anche per le PMI

In questo scenario anche il concetto stesso di antivirus si è evoluto. Oggi parlare semplicemente di “software antivirus” rischia infatti di essere limitante, perché le piattaforme moderne integrano strumenti molto più avanzati di monitoraggio, analisi e risposta.

Le soluzioni più evolute combinano tecnologie di EDR (Endpoint Detection & Response), XDR (Extended Detection & Response) e MDR (Managed Detection & Response): sistemi progettati non soltanto per bloccare minacce conosciute, ma per analizzare comportamenti anomali, correlare eventi provenienti da ambienti diversi e intervenire rapidamente quando qualcosa non torna.

È questa la logica alla base di Kaspersky Next MXDR Optimum, la piattaforma di Kaspersky proposta da Quantico per portare anche nelle PMI un approccio enterprise alla cybersicurezza. La soluzione integra protezione avanzata degli endpoint, XDR gestito, monitoraggio MDR continuo, threat hunting proattivo e strumenti di risposta immediata agli incidenti. A questi si aggiungono la protezione di Microsoft 365, dei dispositivi mobili e attività di Security Awareness Training rivolte agli utenti aziendali.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il monitoraggio continuo. Molte delle attività di detection e response vengono infatti gestite direttamente dagli specialisti SOC di Kaspersky, operativi 24 ore su 24, senza che l’azienda debba costruire internamente un Security Operation Center dedicato.In pratica, anche una PMI può accedere a strumenti, processi e livelli di presidio che fino a pochi anni fa erano associati quasi esclusivamente alle grandi organizzazioni.

Quantico e Kaspersky Next MXDR Optimum: il valore del servizio e del partner tecnologico

La crescente complessità degli attacchi informatici ha reso evidente un altro aspetto: la tecnologia, da sola, non basta. Configurare strumenti avanzati, monitorare gli alert, interpretare comportamenti anomali e intervenire rapidamente in caso di incidente richiede competenze specialistiche che molte PMI difficilmente possono sostenere internamente in modo continuativo.

Ed è anche una questione economica e reputazionale. Secondo il report IBM Cost of a Data Breach 2024, il costo medio globale di una violazione informatica in Italia ha raggiunto i 4,37 milioni di euro, registrando il maggiore incremento annuale degli ultimi anni e portandola al quinto posto tra i Paesi considerati. Ma oltre al danno diretto esistono conseguenze spesso ancora più difficili da gestire: blocchi operativi, perdita di produttività, interruzione dei servizi, rallentamenti nella supply chain e soprattutto danni reputazionali.

Per molte PMI il vero rischio non è soltanto il costo tecnico dell’attacco, ma la perdita di fiducia da parte di clienti, partner e fornitori. In ecosistemi digitali sempre più interconnessi, un incidente cyber può compromettere relazioni commerciali costruite nel tempo e avere effetti concreti sulla continuità del business, oltre a causare un danno economico. È qui che il ruolo del partner tecnologico diventa centrale. Quantico, Silver MSP Partner e Advanced B2B Partner di Kaspersky, accompagna le aziende lungo tutto il percorso di adozione della piattaforma: dall’analisi delle esigenze alla configurazione, fino al supporto tecnico e consulenziale continuativo, senza la necessità di costruire internamente strutture dedicate.

La soluzione Kaspersky Next MXDR Optimum integra protezione avanzata degli endpoint, XDR gestito, monitoraggio MDR continuo, threat hunting proattivo e strumenti di risposta immediata agli incidenti, con il supporto degli specialisti SOC di Kaspersky operativi 24 ore su 24.

Con Quantico e Kaspersky anche le PMI possono accedere a strumenti e livelli di presidio tipici della cybersecurity enterprise con costi sostenibili, e molto inferiori rispetto alle conseguenze operative, economiche e reputazionali che oggi un attacco informatico può generare.